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Ultimi Blog 01/05/12
Amianto Emergenza Broni Fermiamo la strage questo l’appello che Contramianto rivolge alle istituzioni, non si può più aspettare servono azioni concrete di sanità pubblica e le risposte date sino ad ora ai bronesi continuano ad essere inconsistenti . La Regione Lombardia renda operative le richieste della cittadinanza attivando a Broni un Centro per le patologie asbesto-correlate che si faccia carico degli ammalati e delle famiglie. Un sostegno che vada oltre la sorveglianza sanitaria e sia di aiuto anche psicologico per quanti soffrono a causa dell’amianto. Intanto, mentre le istituzioni si rimpallano le responsabilità, le persone muoiono lasciando un vuoto incolmabile,così se ne andato G. S. a 57 anni, lavoratore della ex Fibronit che avevo incontrato a Broni nel gennaio del 2010, prima di lui centinaia di altri mortisecondo l’ufficialità dei dati, mentre stime ufficiose parlano di oltre mille decessicausati dall’amianto negli ultimi 40 anni. Certo la sottostima del rischio el’inefficacia delle azioni messe in campo hanno allungato a dismisura i tempi diintervento per quello che senza tema di smentita riteniamo essere un vero“Crimine di pace”. Si sapeva e si è fatto poco e male lasciando che l’epidemia diamianto si diffondesse e la popolazione non acquisisse la necessariaconsapevolezza del danno.Come constatato da Contramianto ancora nel 2005 l`Istituto Superiore di Sanitàevidenziava che: " a fronte dei numerosi studi di epidemiologia geograficapubblicati nell’ultimo ventennio, nessuna istituzione pubblica ha sinora realizzato lostudio di coorte dello stabilimento per la produzione di manufatti in cementoamiantodella Fibronit di Broni ". Nè di maggiore aiuto per completezza di datirisultano le informazioni fornite dal Registro mesotelioma della Lombardia cheriferendo dati del decennio 2000-2010 di fatto ha tagliato 30 anni di casistica conil risultato che i casi dell’industria del cemento amianto risultano solo 54 con unaevidente distorsione di quelli che sono stati i reali effetti dell’amianto provocatidalla ex Fibronit di Broni. Contramianto ha ricomposto i vari dati dalle fontiufficiali permettendo di avere un quadro complessivo del comune di Broni e deglieffetti devastanti causati dall`amianto dell`ex Fibronit sulla popolazione. Tra il1970 e il 2010 si sono avute 700 patologie asbesto-correlate, 264 i casi dimesotelioma, di cui 178 nei residenti di Broni e 86 nei lavoratori della ex Fibronit,130 i casi di tumori polmonari, in linea con la letteratura scientifica che indicaper ogni caso di mesotelioma professionale almeno due tumori polmonari.Frammentari i dati relativi ad altri indicatori per neoplasie causate dall`amiantoche si possono riassumere in 3 casi di tumore alla laringe e 5 casi di tumoreall`ovaio in residenti a Broni nel solo periodo 1995-2002.La ex Fibronit di Broni al pari di quella di Bari e della Eternit di CasaleMonferrato rappresenta un chiaro esempio delle conseguenze provocatedall`amianto sulla salute dei lavoratori e della cittadinanza e i dati che emergononon fanno che confermare le certezze degli effetti provocati dall`amianto nelterritorio dell`Oltrepò pavese. La legislazione nazionale pur prevedendo interventidi sanità pubblica a Broni non ha determinato azioni efficaci e gli studi avviati ele indagini non si sono concretizzati in interventi sanitari su chi nel corso degliultimi 60 anni ha subito le esposizioni all`amianto respirando le fibre nelle zonelimitrofe alla ex Fibronit. Certamente il graduale popolamento delle aree vicinealla fabbrica con l`attuale maggiore densità abitativa di Broni costituisce unulteriore fattore di rischio per le patologie ambientali da amianto. La sorveglianzasanitaria sugli ex esposti ha riguardato seppure tardivamente e parzialmente glioperai della fabbrica mentre non ci risulta che sia stato effettuato alcunoscreening per esposti all`amianto sulla popolazione rendendo di fatto inefficaci ledeterminazioni dell`ASL di Pavia che nel 2000 aveva previsto un progetto diindagine epidemiologica sulla popolazione di Broni per la valutazione del rischioda esposizione ad amianto. Anche la recente proposta di intervento nell`ambitodel programma 2012 del CCM, Centro nazionale per la prevenzione e il controllodelle malattie, riguarda patologie asbesto-correlate in ambiente lavoro ma nulladice in termini di controllo medico indirizzato alla cittadinanza per quella che aBroni come nel resto d`Italia riteniamo essere una vera "Emergenza sanitaria".La risposta delle istituzioni dovrebbe essere decisa e indurre coloro che sonoresponsabili della salute dei cittadini a mettere in atto tutte le possibili azioni persalvare la vita e rendendo migliori ed efficaci le cure.Chiediamo alle istituzioni Statali, Regionali, Provinciali , Comunali un aiutoconcreto alla popolazione passando da tabelle e numeri all`effettiva prevenzionesanitaria sostenendo quanti hanno bisogno e le loro famiglie spesso abbandonatea se stesse. Vogliamo vengano date risposte tangibili agli effetti provocatidall’amianto creando nuclei di sostegno sul territorio per le necessità dellacittadinanza afflitta dalle terribili conseguenze provocate da questo cancerogenokiller.Luciano Carleo ( cell. 3288228177 )PresidenteContramianto e altri rischi Onlus questo l’appello che Contramianto rivolge alle istituzioni, nonsi può più aspettare servono azioni concrete di sanità pubblica e le risposte datesino ad ora ai bronesi continuano ad essere inconsistenti . La Regione Lombardiarenda operative le richieste della cittadinanza attivando a Broni un Centro per lepatologie asbesto-correlate che si faccia carico degli ammalati e delle famiglie. Unsostegno che vada oltre la sorveglianza sanitaria e sia di aiuto anche psicologicoper quanti soffrono a causa dell’amianto. Intanto, mentre le istituzioni sirimpallano le responsabilità, le persone muoiono lasciando un vuoto incolmabile,così se ne andato G. S. a 57 anni, lavoratore della ex Fibronit che avevoincontrato a Broni nel gennaio del 2010, prima di lui centinaia di altri mortisecondo l’ufficialità dei dati, mentre stime ufficiose parlano di oltre mille decessicausati dall’amianto negli ultimi 40 anni. Certo la sottostima del rischio el’inefficacia delle azioni messe in campo hanno allungato a dismisura i tempi diintervento per quello che senza tema di smentita riteniamo essere un vero“Crimine di pace”. Si sapeva e si è fatto poco e male lasciando che l’epidemia diamianto si diffondesse e la popolazione non acquisisse la necessariaconsapevolezza del danno.Come constatato da Contramianto ancora nel 2005 l`Istituto Superiore di Sanitàevidenziava che: " a fronte dei numerosi studi di epidemiologia geograficapubblicati nell’ultimo ventennio, nessuna istituzione pubblica ha sinora realizzato lostudio di coorte dello stabilimento per la produzione di manufatti in cementoamiantodella Fibronit di Broni ". Nè di maggiore aiuto per completezza di datirisultano le informazioni fornite dal Registro mesotelioma della Lombardia cheriferendo dati del decennio 2000-2010 di fatto ha tagliato 30 anni di casistica conil risultato che i casi dell’industria del cemento amianto risultano solo 54 con unaevidente distorsione di quelli che sono stati i reali effetti dell’amianto provocatidalla ex Fibronit di Broni. Contramianto ha ricomposto i vari dati dalle fontiufficiali permettendo di avere un quadro complessivo del comune di Broni e deglieffetti devastanti causati dall`amianto dell`ex Fibronit sulla popolazione. Tra il1970 e il 2010 si sono avute 700 patologie asbesto-correlate, 264 i casi dimesotelioma, di cui 178 nei residenti di Broni e 86 nei lavoratori della ex Fibronit,130 i casi di tumori polmonari, in linea con la letteratura scientifica che indicaper ogni caso di mesotelioma professionale almeno due tumori polmonari.Frammentari i dati relativi ad altri indicatori per neoplasie causate dall`amiantoche si possono riassumere in 3 casi di tumore alla laringe e 5 casi di tumoreall`ovaio in residenti a Broni nel solo periodo 1995-2002.La ex Fibronit di Broni al pari di quella di Bari e della Eternit di CasaleMonferrato rappresenta un chiaro esempio delle conseguenze provocatedall`amianto sulla salute dei lavoratori e della cittadinanza e i dati che emergononon fanno che confermare le certezze degli effetti provocati dall`amianto nelterritorio dell`Oltrepò pavese. La legislazione nazionale pur prevedendo interventidi sanità pubblica a Broni non ha determinato azioni efficaci e gli studi avviati ele indagini non si sono concretizzati in interventi sanitari su chi nel corso degliultimi 60 anni ha subito le esposizioni all`amianto respirando le fibre nelle zonelimitrofe alla ex Fibronit. Certamente il graduale popolamento delle aree vicinealla fabbrica con l`attuale maggiore densità abitativa di Broni costituisce unulteriore fattore di rischio per le patologie ambientali da amianto. La sorveglianzasanitaria sugli ex esposti ha riguardato seppure tardivamente e parzialmente glioperai della fabbrica mentre non ci risulta che sia stato effettuato alcunoscreening per esposti all`amianto sulla popolazione rendendo di fatto inefficaci ledeterminazioni dell`ASL di Pavia che nel 2000 aveva previsto un progetto diindagine epidemiologica sulla popolazione di Broni per la valutazione del rischioda esposizione ad amianto. Anche la recente proposta di intervento nell`ambitodel programma 2012 del CCM, Centro nazionale per la prevenzione e il controllodelle malattie, riguarda patologie asbesto-correlate in ambiente lavoro ma nulladice in termini di controllo medico indirizzato alla cittadinanza per quella che aBroni come nel resto d`Italia riteniamo essere una vera "Emergenza sanitaria".La risposta delle istituzioni dovrebbe essere decisa e indurre coloro che sonoresponsabili della salute dei cittadini a mettere in atto tutte le possibili azioni persalvare la vita e rendendo migliori ed efficaci le cure.Chiediamo alle istituzioni Statali, Regionali, Provinciali , Comunali un aiutoconcreto alla popolazione passando da tabelle e numeri all`effettiva prevenzionesanitaria sostenendo quanti hanno bisogno e le loro famiglie spesso abbandonatea se stesse. Vogliamo vengano date risposte tangibili agli effetti provocatidall’amianto creando nuclei di sostegno sul territorio per le necessità dellacittadinanza afflitta dalle terribili conseguenze provocate da questo cancerogenokiller.
Luciano Carleo ( cell. 3288228177 )
PresidenteContramianto e altri rischi Onlus
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Autore CONTRAMIANTO 12:03 04/05/12 |
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